Verso la World Cup - 1970, Lubiana
Primo storico successo azzurro sugli Stati Uniti

LUNEDÌ, 26 AGOSTO 2019

1970 – Lubiana

Primo storico successo

azzurro sugli Stati Uniti

 

Il venticinquesimo anniversario della repubblica jugoslava è l’occasione per portare in Europa il campionato mondiale, in un’edizione finalmente priva di tensioni politiche. La Jugoslava, argento in Uruguay, ai Giochi di Città del Messico e agli Europei disputati appena pochi mesi prima a Napoli, è indubbiamente la squadra da battere. Gli Usa si presentano con una squadra completata con alcuni stranieri che giocano in Europa (ma c’è anche un giovanissimo Bill Walton), tra di loro il milanese Joe Isaac e il napoletano Jim Williams, ma anche Tal Brody che poi diventerà il punto di forza di Israele, e giocatori come Hillman, Silliman e Kenny Washington che avranno in seguito una discreta carriera tra i professionisti. 

L’Italia arriva a Spalato sull’onda dell’entusiasmo per la prima vittoria, a Sarajevo, della Coppa dei Campioni. Giancarlo Primo ha raccolto in panchina l’eredità di Paratore. Perde la partita d’esordio con il Brasile (93-94) dopo due supplementari, si rifà con il Canada (84-69) e la Corea del Sud (77-66) approdando alla fase finale di Lubiana dove comincia cedendo di misura alla Jugoslavia (63-66) per cedere nuovamente con il Brasile (59-69), sbarazzarsi della Cecoslovacchia (89-77) e dell’Uruguay (76-65) e raccogliere la prima storica vittoria sugli Stati Uniti in una manifestazione ufficiale (66-649. Giunge a un soffio dalla medaglia di bronzo nella partita conclusiva contro l’Urss: 58-62, ma per la prima volta in un Mondiale gli azzurri hanno dimostrato di poter competere al livello dei migliori dopo gli ottimi risultati già raggiunti a Roma (quarto posto) e a Tokyo (quinto posto) nei Giochi Olimpici. Marchesi l’arbitro italiano.

L’oro va alla Jugoslavia portata per mano da Cresimir Cosic anche se nella partita che chiude la rassegna perde nettamente con l’Urss (72-87) in una gara ininfluente per le due precedenti sconfitte subite dai sovietici con il Brasile (64-66) e gli Stati Uniti (72-75). Una curiosità: nella lista dei dodici jugoslavi non figura Daneu che si è ritirato dal basket, ma chiede di poter chiudere con una presenza nel mondiale. Su sollecitazione di Stankovic, Jones lo autorizza: Daneu giocherà solo i primi cinque minuti della gara di esordio con l’Italia segnando 3 punti (e l’Italia perde di tre...). Mai vista una cosa simile né prima né dopo Lubiana... Il secondo posto è del Brasile, tra le cui file torna Wlamir, il bronzo va all’Urss del divino Belov. Il Mondiale si conclude con un velo di tristezza: l’anno precedente in un incidente d’auro era scomparso Radivoje Korac, quattro giorni dopo e mentre si preparava a disputare una partita in ricordo del grande compagno di squadra, un attacco cardiaco si portava via Trajko Rajkovic: sarebbe stata la gara del suo addio al basket.

 

LA CLASSIFICA FINALE: 1. Jugoslavia, 2. Brasile, 3. Urss, 4. ITALIA, 5. Usa, 6. Cecoslovacchia, 7. Uruguay, 8. Cuba, 9. Panama, 10. Canada, 11. Corea del sud, 12. Australia, 13. Rep. Araba Unita.

TOP SCORER: 261 Pa Shin Dog (Cor), 160 Arrestia (Uru) e Peralta (Pan), 156 Menon (Bra), 155 Zidek (Cec)

L’ITALIA: De Rossi (2), Flaborea (70), Recalcati (115), Bisson (29), Masini (112), Bariviera (80), Zanatta (56), Meneghin (101), Giomo (25), Errico (7), Cosmelli (49), Rusconi (19). All. Primo.

Redazione