Verso la World Cup - 1998, Atene
Nell’anno del lockout occasione persa per l’Italia

MERCOLEDÌ, 28 AGOSTO 2019

1998 Atene

Nell’anno del lockout

occasione persa per l’Italia

 

Le sei squadre europee qualificate nelle prime sette posizioni, e questo è già un primo dato significativo. L’altro è che, nell’anno del lockout, la Nba non concede ai suoi giocatori il permesso di rispondere alla chiamata di Rudy Tomjanovic che si vede così costretto (dopo aver selezionato Tim Duncan, Tim Hardaway, Vin Baker, Gary Payton, Terrell Brandon, Kevin Garnett, Tom Gugliotta, Grant Hill, Allan Houston, Christian Laettner, Glen Rice e Chris Webber) a ramazzare in giro per l’Europa per mettere insieme dodici uomini, tra cui molte conoscenze italiane: Martin Langdon (Treviso), James Oliver (Siena), Wendell Alexis (già visto alla Viola), David Wood (nell’89 a Livorno), Kiwane Garris (dal 2000 in italia chiudendo qui la sua carriera dopo dieci anni di attività), Gerard King (Siena), Bill Edwards (Virtus Roma), Asharf Amaya (Siena), Brad Miller (Livorno), oltre a Michael Hawkins, Jason Sasser e James King. Una squadra discreta, che riesce a strappare una medaglia di bronzo, e il modo ci fa ancora... male.

Ma andiamo con ordine. L’anno precedente a Barcellona l’Italia di Messina completava la sua crescita conquistando l’argento europeo dietro la Jugoslavia (il vecchio corpaccione di Tito dal quale erano uscite Slovenia, Croazia e Bosnia). Messina ha lasciato la nazionale a Bogdan Tanjevic, le speranze di raggiungere finalmente il podio ci sono e concrete perché, pur senza l’infortunato Marconato e dopo aver scelto De Pol in precarie condizioni fisiche al posto di Tonolli e aver “perdonato” a Myers il ritardo nel raggiungere Atene, Boscia inizia bene dominando il Senegal (76-66), cede alla Grecia (56-64), crolla con la Russia di Belov (55-71) ma si prende sulla Jugoslavia (61-60) la rivincita della finale di Barcellona e batte anche il Portorico (68-63). Grande solidità difensiva e squadra in crescita anche per il recupero di Myers che “esplode” contro gli Stati Uniti: 32 punti, ma l’Italia cede ugualmente (77-80) la partita dei quarti di finale nei secondi conclusivi dopo averla condotta sempre in vantaggio. Sul 77-77, Myers non sa finalizzare la sua stupenda partita cercando il tiro da tre nell’azione decisiva invece di tentare l’entrata e ottenere eventualmente i due liberi. Sbaglia, il rimbalzo è americani, il contropiede di Hawkins frutta canestro e libero all’americano con una clamorosa inversione del fallo: sfondamento nettissimo del piccolo play americano che l’australiano Mildenhall e il greco Koromilas non hanno il coraggio di sanzionare. Sfuma la speranza di una medaglia per gli azzurri che battono ancora la Lituania (76-71), ma cedono poi alla Spagna (61-64) il quinto posto.

Il titolo iridato va alla Jugoslavia al termine di un’intensa finale (64-62) con la Russia di Belov che porta i ragazzi di Zeliko Obradovic (Bodiroga, Scepanovic, Sasha Obradovic, Loncar, Lukovski, Beric, Djordjevic, Rebraca, Drobnjak, Bulatovic, Tomasevic, Topic) sul tetto del mondo.

 

LA CLASSIFICA FINALE: 1. Jugoslavia, 2. Russia, 3. Usa, 4. Grecia, 5. Spagna, 6. ITALIA, 7. Lituania, 8. Argentina, 9. Australia, 10. Brasile, 11. Portorico, 12. Canada, 13. Nigeria, 14. Giappone, 15. Senegal, 16. Corea del sud

 

TOP SCORER: 161 Herreros (Spa), 154 Karnisovas (Lit), 145 Karasev (Rus), 136 Heal (Aus), 135 Gaze (Aus), 132 Bodiroga (Jug) e Ortiz (Puer)

 

L’ITALIA: Bonora (27), Basile (35), De Pol (20), Fucka (120), Pozzecco (41), Galanda (32), Myers (85), Meneghin (76), Abbio (70), Frosini (10), Chiacig (69), Damiao (24). All. Tanjevic

Redazione