Verso la World Cup - 2002 Indianapolis
Bis della Jugoslavia nell’anno più nero degli USA

GIOVEDÌ, 29 AGOSTO 2019

2002 Indianapolis

Bis della Jugoslavia

nell’anno più nero degli USA

L’Italia campione d’Europa a Parigi, quinta a Sydney fallendo una medaglia data per certa a causa della scellerata partita con l’Australia, resta fuori dal mondiale non avendo superato l’anno precedente nell’europeo in casa turca il barrage ad Antalya con la Croazia (nostra bestia nera, come vedremo anche nel 2005 a Belgrado e nel 2016 a Torino). La rassegna iridata fa tappa per la prima volta in terra statunitense, ad Indianopolis, peraltro mai felice con la nazionale a stelle e strisce (da ricordare i Panamericani persi contro il Brasile di Oscar) che nell’occasione deve fare i conti con gli infortuni di Kidd e Allen e l’indisponibilità di alcuni pezzi da novanta come Shaquille O’Neal, Kobe Bryant, McGrady, Garnett. A George Karl restano Baron Davis, Jermaine O’Neal, Antonio Davis, Paul Pierce, Reggie Miller, Shawn Marion, Jason Williams, Ben Wallace e poi Finley, brand e LeFrentz: squadra discreta, ma non irresistibile, che tuttavia comincia bene battendo Germania, Cina e Algeria. I dolori cominciano nella seconda fase: larghe vittorie su Russia (106-82) e Nuova Zelanda (110-62), ma la sconfitta con l’Argentina di Ginobili, Scola e Sconochini (80-87) fa scattare il primo campanello d’allarme. Il crollo nell’eliminazione diretta: 78-81 con la Jugoslavia e, dopo il successo sul Portorico (84-74), sfugge anche il quinto posto per il 75-81 con la Spagna di Navarro, Pau Gasol e Garbajosa. 

La sorpresa viene dalla Nuova Zelanda che chiude al quarto posto (95-117 con la Germania) dopo aver vinto il quarto di finale di misura con il Portorico (65-63) e perso in semifinale con la Jugoslavia (78-89). Germania al bronzo con un super Nowitzki, l’oro va nuovamente alla Jugoslavia, allenata da Pesic che, rispetto a quattro anni prima, ha confermato solo Bodiroga, Drobnjak e Tomasevic, aggiungendo Koturovic, Stojakovic, Caparbaka, Rakocevic, Radmanovic, Jaric, Vujanic e Gurovic, richiamando in nazionale Vlade Divac a dodici anni dall’oro di Buenos Aires nel 1990.

In finale batte l’Argentina 84-77 con 27 punti di Bodiroga. Dall’altra parte è Obertto (28 punti) a tener su una squadra che due anni più tardi, proseguendo nella sua crescita, avrebbe vinto l’oro olimpico ad Atene. In crescita anche la Spagna che, oltre a Navarro, comincia a mettere in evidenza gli uomini che la porteranno ai vertici mondiali: Pau Gasol, Rodriguez, Reyes, Jimenez, Calderon e Garbajosa.

 

LA CLASSIFICA FINALE: 1. Jugoslavia, 2. Argentina, 3. Germania, 4. Nuova Zelanda, 5. Spagna, 6. Usa, 7. Portorico, 8. Brasile, 9. Turchia, 10. Russia, 11. Angola, 12. Cina, 13. Canada, 14. Venezuela, 15. Algeria, 16. Libano.

 

TOP SCORER: 216 Nowitzki (Ger), 178 Pierce (Usa), 172 Gasol (Spa), 169 Ayuso (Puer) e Stojanovic (Jug), 164 jones (N.Zel).

Redazione