Speciale Mondiali - Gruppo D:
ecco le avversarie dell'Italia

GIOVEDÌ, 29 AGOSTO 2019

Il gruppo D lo analizziamo in maniera particolare, osservando solamente le avversarie degli Azzurri, che verranno poi presentati dal nostro Direttore, Mario Arceri. 

di Marco Arcari

Gruppo D

Serbia

Il ciclo di 3 medaglie d’argento conquistate dalla Serbia di coach Aleksandar “Sasha” Djordjevic si aprì proprio in un’edizione dei Mondiali: era il 2014, rassegna iridata disputatasi in Spagna e seconda partecipazione, peraltro consecutiva, nella storia di una Nazionale serba che per ben due volte ha cambiato bandiera. Fino al 1991 il vessillo, unico, era quello della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, mentre fino al maggio 2006 si ebbe l’Unione di Serbia e Montenegro. Al netto della recente indipendenza geo-politica, la Serbia ha raggiunto la sua terza partecipazione ai Mondiali chiudendo alle spalle di Grecia e Germania il Gruppo L delle qualificazioni europee, con un record di 7 vittorie e 5 sconfitte. Gli atleti chiamati da coach Djordjevic per quella fase sono però in gran parte diversi rispetto a quelli che il tecnico della Segafredo Virtus Bologna ha convocato per il training camp e ciò non può permettere un’analisi dettagliata dei numeri e dei risultati ottenuti per accedere ai Mondiali. Un dato, su tutti, può ben rappresentare la disparità tra i due roster. Nelle qualificazioni la Serbia è risultata 13? per rimbalzi, con una media di 36.5 a gara: un dato statistico fin troppo basso per una squadra che, in Cina, potrà contare su un pacchetto lunghi di primissimo livello. A completamento del reparto e alla stella dei Denver Nuggets, Nikola Jokic, potrebbero infatti aggiungersi Nikola Milutinov, perno dell’Olympiacos e giocatore di grandissima esperienza nonostante i soli 24 anni d’età, e Boban Marjanovic, gigante di 221 cm capace di mantenere incredibili percentuali al tiro anche in NBA, seppur limitato nell’impiego sul parquet. L’esempio del potenziale frontcourt, senza peraltro aver considerato molti degli altri papabili a comporre la selezione che prenderà parte alla rassegna, ci dà la dimensione di una Serbia incredibilmente talentuosa e completa sotto ogni aspetto. In tal senso, le assenze di Nemanja Nedovic e Nikola Kalinic, rispettivamente guardia in forza all’Olimpia Milano e ala del Fenerbahce, entrambi con una stagione molto travagliata alle spalle, passeranno quasi in sottotraccia considerando il livello qualitativo dei giocatori che ne prenderanno il posto. Un potenziale quintetto formato da Milos Teodosic, Bogdan Bogdanovic, Marko Guduric, Nemanja Bjelica e Nikola Jokic rappresenta un concentrato di talento, fisicità, versatilità e attitudine mentale che non trova eguali in nessun’altra rappresentativa nazionale, eccezion fatta per Team USA. Se i punti di forza sono pressoché infiniti, trovare debolezze in questa Serbia è davvero complicato. L’unica incognita potrebbe essere la tenuta fisico-atletica di Milos Teodosic, ma il pigmalione Djordjevic ha comunque pronte le alternative, potendo contare anche su Vasilije Micic, protagonista assoluto della cavalcata dell’Anadolu Efes Istanbul nell’ultima stagione di EuroLeague. In una situazione simile diventa peraltro impossibile individuare quello che potrebbe essere il giocatore chiave della spedizione serba in Cina e, probabilmente, sarebbe più corretto in indicare proprio nell’allenatore uno dei principali fattori d’importanza. Djorjevic ha infatti saputo plasmare a sua immagine e somiglianza un collettivo che ha preso il posto della Spagna nel duello continentale con Team USA e questi Mondiali non faranno eccezione. Le eccellenti rinunce della selezione a stelle e strisce potrebbero aiutare la Serbia a conquistare la medaglia del metallo più prezioso, anche se l’obiettivo rimane quello di conquistare la finale e giocarsela ben più di quanto fatto nell’atto conclusivo del 2014 o nella finale olimpica del 2016.

Coach: Sasha Djordjevic

Roster: Micic (p, Efes), Jovic (p, Khimki), Bogdanovic (g, Sacramento Kings, NBA), Guduric (g, Memphis Grizzlies, NBA),  Simonovic (ap, Cedevita Olimpija), Bjelica (ap/ag, Sacramento Kings, NBA), Lucic (ap/ag, Bayern Monaco), Bircevic (ag, Bonn),Raduljica (c, Jiangsu Dragons), Jokic (c, Denver Nuggets, NBA), Milutinov (c, Olympiacos), Marjanovic (c, Dallas Mavericks, NBA)

 

Angola

Ottava partecipazione, quinta consecutiva, per quella che, medaglie alla mano, è la migliore Nazionale del continente africano. L’Angola di coach William Voigt ha conquistato la partecipazione ai Mondiali chiudendo al 2° posto il Gruppo E delle qualificazioni africane, dietro soltanto alla Tunisia, con un record complessivo di 9 vittorie e 3 sconfitte. In un Gruppo comprendente Italia, Serbia e Filippine, anche una buona Nazionale come quella angolana ha però poche possibilità di accedere alla seconda fase. Nemmeno la probabile presenza del rookie NBA Bruno Fernando, 34? scelta assoluta all’ultimo Draft da parte degli Atlanta Hawks, potrebbe sparigliare le carte in tavola. Al talentuoso lungo si aggiungono comunque giocatori di provato valore, alcuni dei quali con alle spalle esperienze in Italia nell’ultima stagione. Su tutti, il veterano swingman Carlos Morais, visto a Siena, e il centro ex Virtus Bologna, Yanick Moreira, ossia i due migliori realizzatori angolani nelle fasi di qualificazione. In queste ultime l’Angola ha dimostrato di possedere una buona organizzazione complessiva, con un’identità offensiva ben delineata (4? per assist, con 15.4 di media), ma di peccare a volte un po’ in difesa e, più in generale, nel tiro pesante (29.3% di media). Un potenziale quintetto formato da Gerson Domingos, Carlos Morais, Malick Cissè, Bruno Fernando e Yanick Moreira è sicuramente interessante, ma non dovrebbe bastare per migliorare il 10° posto del 2006, a oggi il più alto piazzamento dell’Angola in un’edizione dei Mondiali. Attenzione però a possibili innesti prelevati dalla formazione che ha conquistato il 3° posto ai recentissimi AfroCan, la nuova competizione continentale che ha preso il via proprio quest’anno e che si svolgerà con cadenza biennale, e in cui potranno giocare solamente atleti che giocano stabilmente per club africani.

Coach: Will Voigt

Roster: Antonio (p, free agent), Domingos (p, free agent), Morais (g, free agent), Conceicao (g, Primeiro de Agosto), Goncalves (g, Petro de Luanda), Cipriano (ap, Benfica), Moore (ag, Recreativo do Libolo), Paulo (ag, Petro de Luanda), Mingas (ag, Interclube), Joaquim (c, Obras Sanitarias), Mbunga (c, Benfica), Moreira (c, free agent)

 

 

Filippine

Seconda presenza consecutiva, sesta totale, per le Filippine ai Mondiali, competizione in cui nel 1954 hanno conquistato una storica medaglia di bronzo. Considerando le probabili presenze di Jordan Clarkson, combo-guard dei Cleveland Cavaliers, e di Andray Blatche, big man da oltre 560 partite disputate in NBA con le maglie di Washington Wizards e Brooklyn Nets, l’obiettivo di migliorare il 21° posto conquistato nel 2014 sembra essere alla portata. Le assenze, per motivi personali, di Jayson Castro e di Terrence Romeo, due autentiche leggende nazionali a livello cestistico, sembrano però quasi certe, tanto che i due atleti non sono comparsi nemmeno nella lista dei 17 preconvocati. A ciò si aggiungono le difficoltà logistiche legate al fatto che il campionato nazionale è ancora in corso e perciò alcuni atleti importanti si aggregherebbero alla Nazionale solamente nella seconda metà di agosto, rallentando così il tabellino di marcia verso la preparazione definitiva ai Mondiali. Colpi pesanti per le Gilas, qualificatesi come miglior 4? anche grazie al fatto che la Cina, con un record identico di 7 vittorie e 5 sconfitte, era già certa della partecipazione in quanto Paese ospitante. Nelle fasi di qualificazione Castro ha peraltro avuto un ruolo importante (14.5 punti e 3.0 assist di media), mentre Romeo ha giocato solamente 2 gare. È comunque chiaro che le loro assenze peseranno molto nell’economia di un gioco che passa, sempre e comunque, dal talento e dalla fisicità di Blatche. Quella della Filippine rimane una squadra ostica, ben organizzata e potenzialmente capace di mettere in crisi anche l’Italia, che potrebbe pagare la differenza di taglia fisica sotto canestro. L’accesso alla seconda fase rappresenterebbe però un risultato decisamente superiore alle aspettative, più probabile un 3° posto finale nel Gruppo D e l’accesso al tabellone dal 17° al 32° posto.

Coach: Yeng Guiao

Roster: Barroca (p, Magnolia Hotshots), Bolick (p, NorthPort Batang Pier), Ravena (p, NLEX Road Warriors), Lee (p/g, Magnolia Hotshots),Norwood (g/ap, Rain or Shine Elasto Painters), Perez (g/ap, Columbian Dyip), Pogoy (g/ap, TNT KaTropa), Rosario (ap/ag, TNT KaTropa), Aguilar (ag/c, San Miguel), Almazan (ag/c, Meralco Bolts), Blatche (c, Tianjin Gold Lione),Fajardo (c, San Miguel Beerman)

Marco Arcari