La classifica di Basket Magazine
dei dieci giocatori più attesi al Mondiale

GIOVEDÌ, 29 AGOSTO 2019

di Luigi Ercolani

A pochi giorni dall'inizio del Mondiale, abbiamo provato a delineare quali saranno i possibili protagonisti della rassegna iridata. Ecco quindi dieci nomi per dieci nazionali, esclusi gli Azzurri. 

 

1) KEMBA WALKER – È l'uomo del momento. Un newyorchese, del Bronx quindi nato nella Mecca del basket, che dopo otto anni alla corte di Michael Jordan va nella squadra più titolata della NBA. Con Team USA ha già dimostrato di saper scalare le marce, agli ordini di Popovich e Kerr gli occhi saranno puntati su di lui. 

 

2) GIANNIS ANTETOKOUNMPO – Ha iniziato come 3, ha proseguito come 1, ora è un 4. Non c'è nulla che non sappia fare, è creativo, ha leadership, la Grecia dipende da lui prima ancora che da Sloukas, Calathes, Printezis, Papanikolaou. Il giocatore totale che potrebbe valere una medaglia. 

 

3) MARC GASOL – Ce ne sarebbero tanti, di nomi tra gli spagnoli da fare. L'importanza delle plance però per gli iberici è sempre stata cruciale, per questo più che da Rubio, Fernandez, Llull o Hernangomez la “Marcha Real” suonerà quanto più il lungo catalano campione NBA sarà incisivo. 

 

4) NIKOLA JOKIC – Giovane, alto, grosso, con due mani favolose e una testa da far invidia. Cosa manca a Jokic per essere il prossimo lungo di matrice europea a fare la differenza ad alto livello in NBA? Proprio niente, infatti i Nuggets sono tornati competitivi quest'anno dopo molte magre stagioni soprattutto grazie al serbo. 

 

5) NIKOLA VUCEVIC – Da un Nikola uomo-franchigia a un altro Nikola uomo-franchigia. I Magic continuano a vivere stagioni complicate, ma il montenegrino è affidabile, top scorer dei suoi. La sua è una nazionale che potrebbe sorprendere, e dal suo lungo passeranno tante fortune. 

 

6) RUDY GOBERT – Restiamo tra i lunghi. Pur se a dare la bussola potrebbero essere le invenzioni diaboliche di Batum e De Colo, Gobert resta l'uomo-copertina di questa ambiziosa Francia. Pattuglia l'area e viene dalla miglior stagione in carriera per percentuale dal campo.

 

7) DENNIS SCHRÖDER – Razzente, ma a volte fuori misura. Fosse più scienza e meno incoscienza, il play ora ai Thunder farebbe quello che vuole. Invece resta sempre lì, in bilico. La vena ispirata che lo anima animerà anche i destini della Germania. 

 

8) PATTY MILLS – Ha rinunciato Ben Simmons, scatenando non poche polemiche, e allora tocca al play, piacevole scoperta delle Olimpiadi 2016, prendersi in mano gli australiani. Avrà al suo fianco Dellavedova e Ingles, per provare a ripetere almeno le semifinali di Rio. Non facile. 

 

9) CORY JOSEPH – Coach Nurse ha confermato che ci sarà, dopo le voci di possibili forfait, quindi ci sentiamo di includerlo. Quest'anno a Sacramento ha raggiunto il massimo come media di rimbalzi e assist, segno di una maggiore disponibilità al sacrificio. Per il Canada, un'ottima notizia. 

 

10) DOMANTAS SABONIS – Si sta creando un suo spazio, lontano dal cono d'ombra dato da portare avanti una dinastia tanto pesante. Ai Pacers si è ritagliato una sua dimensione, è generoso, mobile, ha la mano educata. Un lungo moderno e utilissimo, in una Lituania senza primedonne. 

 

 

Luigi Ercolani