Verso la World Cup - 2014
L’oro di Stephen Curry, Serbia è d’argento

SABATO, 31 AGOSTO 2019

 

2014 Madrid

L’oro di Stephen Curry

La Serbia è d’argento

 

Il campionato del mondo diventa World Cup. Sempre 24 le squadre, nuovamente gli Usa mettono in fila tutte le avversarie. E’ un nuovo trionfo per Mike Krzyzewski che, rispetto a quattro anni prima, conferma solo Curry, Rose e Gay affiancandogli Thompson, Faried, DeRozan, Kylie Irving (sarà l’mvp del kondiale), Plumlee, Cousins, Harden, Davis e Drummond. Semplicemente terrificante la superiorità degli americani: 114-55 alla Finlandia, 98-77 alla Turchia, 98-71 alla Nuova Zelanda, 106-71 alla Rep. Dominicana, 95-71 all’Ucraina. E poi, nell’eliminazione diretta, in serie: 86-63 al Messico, 119-76 alla Slovenia, 96-68 alla Lituania in semifinale, fino alla partita per l’oro dominata per 129-92 contro la Serbia che pure aveva cominciato malissimo perdendo nella fase inziale a Granada di un punto con la Francia, di 8 punti con la Serbia, addirittura di 16 con la Spagna, battendo quindi solo Egitto e Iran. La Spagna, con Orenga in panchina (Scariolo, dopo l’oro europeo del 2011 a Vilnius e l’argento olimpico di Londra, aveva lasciato la panchina iberica per venire immediatamente richiamato dopo il fallimento in questo mondiale di casa: ripresa la nazionale ha raccolto nel 2015 un altro oro europeo a Lilla, il bronzo olimpico a Rio de Janeiro e quello continentale a Istanbul nel 2017) vola dunque nei preliminari e, dopo aver agevolmente superato negli ottavi il Senegal (89-56), frana improvvisamente nei quarti di finale proprio contro la Francia in precedenza maltrattata: 65-52 per i transalpini che volano così alla conquista di una insperata medaglia di bronzo: dopo aver ceduto in semifinale alla Serbia (anch’essa già battuta dalla Spagna) prevalgono in finale sulla Lituania (95-93) nell’incontro probabilmente più bello per agonismo ed equilibrio dell’intero mondiale. 

Otto squadre europee tra le prime dieci. Nelle retrovie finiscono la Finlandia e l’Ucraina che aveva soffiato la qualificazione all’Italia. L’anno precedente, nell’europeo di Lubiana, infatti, la Nazionale di Pianigiani, dopo un’eccellente prima fase (nettamente batture Russia, Turchia, Grecia, Finlandia e Svezia) aveva chiuso all’ottavo posto cedendo, dopo i ko con Slovenia e Croazia, proprio agli ucraini nella partita decisiva (alla Finlandia assegnata una wild card), vedendo così sfumare il ritorno nell’elite mondiale, conquistata però quest’anno con la partecipazione alla World Cup in Cina ormai alle porte. 

La storia del mondiale finisce qui. Un viaggio durato quasi settant’anni e scandito nel tempo dalle imprese di grandi campioni. L’italia ne è stata spesso protagonista. Il quarto posto di Lubiana è il piazzamento migliore, con il sesto di Madrid e Atene. Su Buenos Aires 1990 ci fu molto da recriminare (nono posto avendo perduto una sola partita!). Sabato, con Italia-Filippine a Foshan, si comincerà a scrivere un’altra storia.

 

LA CLASSIFICA FINALE: 1. Usa, 2. Serbia, 3. Francia, 4. Lituania, 5. Spagna, 6. Brasile, 7. Slovenia, 8. Turchia, 9. Grecia, 10. Croazia, 11. Argentina, 12. Australia, 13. Rep. Dominicana, 14. Messico, 15. Nuova Zelanda, 16. Senegal, 17. Angola, 18. Ucraina, 19. Portorico, 20. Iran, 21 Filippine, 22. Finlandia, 23 Corea del Sud, 24 Egitto-

 

TOP SCORER: 140 Pau Gasol (Spa), 127 Bogdanovic (Cro), 117 Scola (Arg), 110 Barea (Puer), 106 Blatche (Fil), 94 Haddadi (Iran)

 

 

Redazione