Zurich Final Eight, Milano schiacciasassi.
L'Olimpia in semifinale travolgendo la Vanoli

GIOVEDÌ, 13 FEBBRAIO 2020

in foto Kaleb Tarczewski - foto Ciamillo e Castoria 

di Matteo Airoldi

Le Final Eight di Coppa Italia si aprono con la schiacciante vittoria dell’Armani Exchange Milano che travolge 86-62 la Vanoli Cremona detentrice del trofeo e sfata il tabù che l’aveva vista uscire di scena dalla competizione ai quarti nelle ultime due edizioni fiorentine. Schiacciante il dominio degli uomini di Ettore Messina – al cinquantesimo successo personale in Coppa Italia su 61 gare allenate – che, trascinati da un Kaleb Tarczewski da 14 punti e 9 rimbalzi, hanno egemonizzato il gioco sul piano dell’intensità e della fluidità: partiti con un devastante 20-2, infatti, i meneghini non si sono più voltati indietro  resistendo a tutti i tentativi di rientro della Vanoli (oggi spuntata dalla lunga distanza come dimostra il 4/18 da tre) , a cui non sono bastati Jordan Mathews (16 punti) ed Ethan Happ,  e dando la spallata decisiva all’alba del quarto quarto con l’ennesimo break di 10-0 che ha anzitempo chiuso i conti.

La regia di Rodriguez e l’ottimo lavoro sotto le plance illuminano la strada a Milano che parte con un 10-0 in poco di 2’ che costringe subito Sacchetti al timeout. Il parziale si allarga con la tripla di Scola al ritorno in campo ma subito arriva il primo canestro di Cremona firmato da Mathews dopo quasi 3’ di partita (13-2). Un guizzo che non basta a tamponare la mareggiata milanese che trova ulteriore vigore con i canestri di Rodriguez e Micov per il 20-2. Circolazione di palla, intensità difensiva e controllo dei rimbalzi continuano ad essere i mantra del gioco dell’Olimpia che dopo aver toccato grazie a Micov il +19, riesce a contenere la mini-reazione cremonese e chiude i primi 10 sul 28-12. Alla ripresa del gioco Cremona prova a cambiare passo con le sue due prime triple della serata infilate da Mathews che mette in ritmo i suoi e costringe Messina al timeout sul 28-18. Canestri che ridanno fiducia ai biancoblu che, pur perdendo Stojanovic a causa di quattro falli commessi prematuramente, rientrano fino al -5 (sbagliando addirittura la tripla del -2) spinti dal gioco da tre punti di Palmi, arrivato al culmine di un break di 11-0. Milano però non si lascia condizionare dalle proprie scarse percentuali dalla lunga e ai liberi (0/6 da tre ad inizio secondo quarto) e pian piano riprende fiato e quota dietro la spinta di Rodriguez e di un Tarczewski gladiatorio nel pitturato (37-27). Quando il centrone americano è costretto a rifiatare sono Scola, Nedovic e Cinciarini a trainare il carro milanese fino al +13 di fine primo tempo (44-31).  

L’abbrivio della seconda metà di gara vede Milano allungare nuovamente a +16 distribuendo bene possessi e canestri (51-35). Cremona dal canto suo prova a reggere l’urto affidandosi ad una difesa con cambi sistematici e ad Happ e Mathews per rientrare a -7 (56-49). Una rimonta che si ferma però di fronte ad un paio di palle perse consecutive sanguinose e ai canestri di Nedovic che regalano il 60-51 all’Armani a 10’ dalla fine. Stilettate che fanno malissimo alla Vanoli che in apertura di quarto quarto spreca qualche ghiotta occasione e inevitabilmente scivola a -18 (71-53) sotto i colpi di Sykes, Della Valle e Micov. Una sgasata decisiva per i meneghini – alle Final Eight con la livrea gialloviola per onorare la memoria di Kobe Bryant – che quando al culmine di un nuovo 10-0 toccano il +20 grazie a Brooks prima e Della Valle poi (76-56) innestano il pilota automatico riuscendo addirittura ad alzare l’asticella del massimo vantaggio fino al +25 toccato in un paio di occasioni.

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Matteo Airoldi