Andrea Cinciarini: "Parlare di sport oggi è poco
rispettoso per tutto il personale sanitario"

MERCOLEDÌ, 25 MARZO 2020

In foto Andrea Cinciarini: credit Ciamillo-Castoria 

Andrea Cinciarini, capitano dell'Olimpia Milano, al QS ha dichiarato: 

Sull'emergenza Coronavirus «Seguo quel che dice il governo. Rimango in casa con mia moglie Alessia e mio figlio Alessandro, metto piede fuori solo con il cane».

Sul rapporto con i compagni in questi giorni «Whatsapp e Facetime sono fondamentali, anche per vedersi. In tanti abitiamo a 50 metri di distanza, ma è come fossero kilometri. Il gruppo su Whatsapp è sempre attivo in inglese, anche se non mancano anche simpatici miscugli in formato esperanto per mostrare la nostra vicinanza»

Sul campionato «Parlare di sport, adesso, mi sembra poco rispettoso di tutto il personale sanitario che sta facendo un grande lavoro, ma è nel pieno dell’emergenza. Ovvio che un giocatore avrebbe voglia di tornare a giocare quanto prima. Se a maggio, anche inoltrato, ci dovessero essere le condizioni ne sarei felice, anche se questo dovesse portarci a giocare fino ai primi di luglio. Ora, però, è davvero prematuro. È solo una speranza, significherebbe un miglioramento generale»

Sull'attualità «Restiamo in casa, seguiamo gli esperti, godiamoci il tempo con la famiglia. Manteniamo l’energia e la voglia di tornare a correre dietro al pallone per quando si potrà tornare. Ora, però, gli unici eroi di cui si deve parlare sono medici e infermieri»

Redazione