Serie A - Le migliori squadre del millennio:
quando a Treviso c’era la Benetton

MARTEDÌ, 30 GIUGNO 2020

di Filippo Luini

Ecco il secondo episodio della rubrica dedicata alle migliori squadre del nuovo millennio. Oggi viaggiamo nel passato fino al biennio bianco-verde caratterizzato dai successi della Benetton Treviso di Mike D’Antoni prima, ed Ettore Messina - rivale di tante sfide - poi.

La stagione 2001-2002 coincide con il successo in campionato e Supercoppa della Benetton. Il ritorno di Edney e D’Antoni porta ad uno straordinario inizio di stagione Treviso, capace di vincere 11 partite consecutive non andando mai sotto gli 81 punti realizzati ed esprimendo, come tipicamente accade alle squadre di D’Antoni, potenzialità offensive straordinarie. La stagione prosegue in maniera brillante anche in Eurolega, dove Treviso passa un girone infernale con Maccabi, Olympiacos, Efes e Malaga. La Coppa Italia segna il primo neo stagionale: la Benetton cede al cospetto di Siena, poi sconfitta in finale dalla Kinder di Ginobili. Il cammino in Eurolega prosegue sino alla semifinale, dove la Virtus prevale nel derby tutto italiano. Treviso continua ad avere gli incubi bolognesi e, al termine della stagione regolare, chiude al secondo posto alle spalle della Fortitudo. I playoff sono però una corsa inesorabile verso la vittoria finale, Charlie Bell è l’innesto decisivo per le sorti della squadra di D’Antoni, che si sbarazza prima di Roma, poi di Cantù, che tuttavia forza i bianco-verdi alla decisiva gara 5, e infine alla Fortitudo Bologna: tre a zero netto, l’ultima sfida addirittura interrotta a poco più di un minuto dalla fine con l’invasione di campo dei tifosi fortitudini, che abbandonano - almeno momentaneamente - il sogno scudetto, con Treviso sul tetto d’Italia

 

Un anno dopo arrivano i primi cambiamenti per quella che, a tutti gli effetti, è una delle squadre più forti di sempre per la nostra Serie A e il nostro basket. Arriva Messina, nemico di tante battaglie, riconosciuto come guru del ruolo di allenatore. Con lui un talento americano che segnerà la storia recente del CSKA Mosca proprio assieme a Messina: Trajan Langdon. Il prodotto di Duke, dopo tre anni in NBA, sbarca in Europa per una carriera da protagonista facendo centro fin da subito. Permane l’asse Edney - Marconato, così come rimangono Pittis, Nicola e Bulleri. La squadra ha talento e QI cestistico da vendere, Messina in panchina è a caccia di rivalsa dopo lo scioglimento della grande Virtus capace di conquistare il Grand Slam e la stagione si dirige verso una serie di successi figli del grande carattere dei protagonisti. La Coppa Italia è, dopo la Supercoppa di inizio stagione, il primo trofeo alzato nel 2003, il secondo in stagione. A Forlì la Benetton supera prima Reggio Calabria, che ritroverà nel suo cammino, poi Napoli ed infine Cantù, annichilita dalla coppia Edney-Langdon. In Eurolega Treviso arriva fino all’ultimo atto, ma si ferma. Il Barça del giovanissimo Navarro e dei veterani Fucka, Bodiroga Jasikevicius ne ha di più, riuscendo a spezzare il sogno di un’altra coppa a Messina e soci. Arrivano i playoff e Treviso non sembra essersi del tutto ripresa dalla delusione europea: la Viola Reggio Calabria apre con due successi a sorpresa, per poi però piegarsi al talento e alla volontà della Benetton. Con Siena, Treviso, svolta: due vittorie sul filo di lana al PalaVerde per garantirsi la giusta fiducia, un KO a Siena e la vittoria in gara 4 grazie ai 28 di un immarcabile Trajan Langdon. La finale è il remake di quella dell’anno precedente: ancora la Fortitudo sulla strada di una Benetton leggermente diversa. Basile, Pozzecco e Galanda vogliono fare tripletta e, dopo aver eliminato la testa di serie numero 3 (Cantù) e numero 2 (Roma), arrivano a Treviso certi di poter essere l’outsider del campionato. 1-1 prima di andare in terra emiliana. Endey si mette in proprio, prende per le redini la squadra e la trascina al Grand Slam italiano: 23 punti e vittoria in gara 3, 21 punti e 6 assist in gara 4: è scudetto Benetton. 

Filippo Luini