La Virtus festeggia la Champions battendo Varese.
Biancorossi fuori dai playoff

DOMENICA, 12 MAGGIO 2019

BOLOGNA – Nella serata della celebrazione del trionfo in Champions League – con la coppa che è stata accolta da un PalaDozza vestito a festa, che a luci soffuse ha cantato all’unisono “We Are The Champions” dei Queen e dedicato questo successo al compianto Alberto Bucci – la Virtus Segafredo Bologna si congeda dal campionato sconfiggendo 84-72 la Openjometis Varese. Un passo falso che costa caro ai biancorossi che, dopo essere stati a lungo nella parte più alta della classifica arrivando fino alla seconda piazza, sono definitivamente scivolati al di fuori della griglia playoff. Il successo dei felsinei è stato costruito attorno alla grande prova difensiva che ha tenuto gli avversari al solo 41% dal campo e ha permesso di non far accendere giocatori molto pericolosi come Moore, Archie e Ferrero, dando a sua volta grande fiducia ad un attacco che è stato trascinato dalle eccellenti prestazioni di Tony Taylor (17 punti), Amath M’Baye (15 punti) e Yannik Moreira che sotto le plance ha svolto un eccellente lavoro. Volendo trovare il cosiddetto pelo nell’uovo, questa vittoria lascia ancor più amaro in bocca alla Virtus che, se avesse messo in campo la stessa intensità anche in altre occasioni, non avrebbe chiuso la stagione con meno di sei sconfitte casalinghe e avrebbe molto probabilmente agguantato la post-season rendendo l’annata perfetta.

 Dopo un avvio non certo spumeggiante (4-4 dopo quasi 5’ di gioco) e giocato a ritmi blandi, la Virtus prova leggermente ad alzare i giri del motore con i canestri di Aradori e di un Qvale rientrato nelle rotazioni per l’ultimo ballo stagionale. Varese, pur tirando con percentuali leggermente più basse rispetto a quelle di Bologna (7/15 dal campo nei primi 10’ per i biancorossi), non getta però alle ortiche palloni (nessuna palla persa nei  10’ iniziali), riesce a tenere il passo della Segafredo ed anzi, grazie ad un ispirato Avramovic (9 punti nel quarto d’apertura per lui), piazza il colpo di reni vincente chiudendo la frazione a +2 (17-19). Quando il gioco riprende, il match continua a viaggiare a ritmi non forsennati e sui binari del sostanziale equilibrio, con Moreira che risponde colpo su colpo ai guizzi del tandem composto da Moore e Avramovic (24-24). Per vedere un nuovo tentativo di allungo bisogna quindi aspettare la metà della seconda porzione del primo tempo, quando la Virtus chiude il lucchetto della difesa per un paio di azioni consecutive e in attacco, spinta da Taylor e dal solito Moreira, raggiunge il +8 (32-24). Dall’altra parte, con un Archie fermo a 0 punti nei primi 20’, a fare pentole e coperchi è sempre Avramovic che manda a referto altri cinque punti di fila dimezzando sostanzialmente da solo lo svantaggio ospite (34-31). Sassolini negli ingranaggi della Virtus che per qualche istante perde brillantezza per poi riaccendersi dopo il botta e risposta dalla lunga distanza tra Punter e Salumu, che accende ulteriormente la sfida e lancia la volata di fine primo tempo da cui esce vincitrice la formazione di casa, la quale riprende quota grazie all’energia di M’Baye e va negli spogliatoi sul nuovo +8 (45-37).

 La probabile ramanzina di Caja durante l’intervallo lungo sortisce almeno ad inizio ripresa gli effetti sperati dal coach biancorosso, perché l’aggressività lombarda si alza e si tramuta in un parziale di 11-3 aperto dalla prima bomba di serata di Archie e chiuso da tre liberi di Avramovic che valgono la parità a quota 48 punti. La Segafredo incassa e si affida alla verve di Martin e Taulor per respingere questo assalto e riconquistare sette lunghezze di vantaggio con un controbreak di 7-0 (55-48). L’ancora di salvezza della Openjobmetis è Salumu che ancora una volta tiene contenuto lo scarto che a 2’ dall’ultima mini-pausa è comunque due possessi (63-58). Ai biancorossi manca l’energia per colmare il gap e così la Virtus capitalizza al massimo una tripla di Pajola, un tecnico fischiato a Scrubb per schizzare a sul 67-58. Un +9 scalfito solo da un libero di Cain che mette il punto esclamativo sul quarto tenendo i giochi aperti a 10’ dalla conclusione (67-59). Il primo canestro della quarta frazione arriva dopo 1’30” di gioco e porta la firma di Qvale che con un gioco da tre punti alza l’asticella del vantaggio bianconero per la prima volta oltre la doppia cifra (70-59). Pochi istanti più tardi ai bianconeri balza il cuore in gola per un brutto colpo che mette fuori causa Aradori al culmine di un’azione in cui Varese perde per espulsione l’evanescente Archie e vede fischiarsi contro un antisportivo e un fallo tecnico. Una combinazione che praticamente a cronometro fermo fa scivolare a -14 (74-60) i varesini. Gli ultimi a mollare in casa Openjobmetis sono Avramovic, Cain e Scrubb, ma i loro sforzi non bastano a riaprire la contesa poiché Moreira e Taylor replicano con sangue freddo e mettono in ghiaccio l’ultimo successo stagionale di Bologna.

Matteo Airoldi